Francesco Zimei

Vincitore del Premio Scanno per la Musica

Francesco Zimei è un giovane studioso aquilano che si è dedicato principalmente, ma non solo, allo studio e alla promozione della musica composta o eseguita da musicisti nati in terra d’Abruzzo a partire dal Medioevo fino all’Età moderna, mettendo in luce il ruolo svolto dalla musica  abruzzese  nel quadro della produzione musicale italiana ed europea nel corso di tanti secoli.

Fondatore e Presidente dell’Istituto Abruzzese di Storia Musicale, ha raccolto intorno ad esso le personalità, sia italiane che straniere, più eminenti e qualificate  nel settore della musica e della musicologia realizzando convegni scientifici, concerti storico-filologici, edizioni critiche di opere musicali del passato e monografie su prestigiosi musicisti abruzzesi, realizzazioni che hanno dato un grande contributo scientifico alla conoscenza della storia musicale in Abruzzo e che hanno messo in primo piano a livello internazionale le attività dell’Istituto stesso.

 

Ne sono la prova il  congresso su Antonio Zacara da Teramo, uno dei maggiori musicisti del Trecento europeo, organizzato appunto a Teramo nel 2002, e la recente edizione critica, con annesso CD, dell’opera omnia con tutte le composizioni di Marco dall’Aquila, uno dei più grandi liutisti del Cinquecento, curata e registrata da Paul O’Dette, il congresso su Serafino Aquilano svoltasi a L’ Aquila nel 2000 e infine il convegno su Gaetano Braga, noto compositore e violoncellista teramano che ha studiato al Conservatorio di Napoli ma che ha vissuto principalmente a Parigi dove si è fatto apprezzare dai più grandi musicisti francesi, e non, del suo tempo.

L’Istituto Abruzzese di Storia Musicale si è molto impegnato in questi ultimi mesi nella promozione del restauro degli organi storici aquilani danneggiati  a causa del terribile sisma che ha distrutto L’Aquila.

Come ricercatore Francesco Zimei si è dedicato principalmente allo studio della tradizione laudistica medievale nell’ambito delle confraternite abruzzesi, mettendone in evidenza alcune specificità in rapporto a quella, coeva, fiorita nell’Italia centrale e settentrionale.
Molto interessanti sono pure le sue indagini su Antonio Zacara da Teramo del quale ha delineato con grande acutezza e profondità alcuni aspetti biografici e musicali finora poco frequentati dagli studiosi. Di grande importanza anche le sue ricerche sulle fonti musicali in Abruzzo e non, che si sono concluse con un ormai famoso articolo sui frammenti polifonici proto-quattrocenteschi di Rocca di Botte pubblicato sulla prestigiosa rivista “Studi Musicali” dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e con due articoli sul Laudario fiorentino di Santa Maria del Carmine .
Sul versante più moderno ricordiamo l’edizione critica di un concerto per flauto di Johann Sebastian Bach, da lui meticolosamente ricostruito con grande competenza, lungimiranza e profonda conoscenza di tutta la produzione del grande compositore di Eisenach.