Padre Angelo Pansa

Vincitore della XXXVIII edizione del Premio Scanno per l’Ecologia

Il progetto “Amazzonia-foresta viva” del missionario bergamasco Padre Angelo Pansa ha quasi completato la fascia di territorio, che circonda il parco Xingù, riforestandola. Sei milioni di giovani piante seminate, coinvolgendo seimila volontari. Parla bene sette lingue e con altre quattro si fa capire.

Macina ogni mese centinaia di chilometri attraverso improbabili piste amazzoniche. Forse per questo oggi è il beniamino degli indios Xavante e di altre tribù.

L’ultima battaglia contro l’uso indiscriminato di prodotti chimici come il famigerato “agente arancio”, veleno per l’ambiente e la salute delle popolazioni brasiliane e non solo, è l’ultimo impegno per sconfiggere le ingiustizie.

Oggi, Padre Angelo Pansa, all’età di settantanove anni, ha le spalle più di cinquantanni di sacerdozio e missione. Il “Piantagrane”, così chiamato dai suoi superiori, perché per ben tre volte la congregazione dei Missionari Saveriani di Desio l’ha dovuto richiamare in Italia per salvargli la vita.

Infatti nel 1966 Padre Angelo sfugge a un plotone di esecuzione dei ribelli mulelisti congolesi durante la rivoluzione dei Simba. Nell’85 si nasconde nella foresta amazzonica per evitare motovedette e aerei di una compagnia mineraria che gli danno la caccia, nel 97 lascia in fretta e in furia la città di Abaitetuba, perché cinque sicari lo vogliono uccidere.

Dichiara: “Quando sarà tagliato l’ultimo albero, il cielo ci cadrà in testa”.

Menzione:


“Padre Angelo Pansa, dopo aver svolto la sua missione in Africa, in particolare nel Congo, da alcuni decenni svolge la sua attività nelle zone più disagiate del Brasile.
Tra le sue iniziative: il recupero del sapere delle tribù degli indios prima che la nostra civiltà lo sopprima.
La riforestazione dei confini delle terre che lo Stato brasiliano ha dato formalmente agli indios con piante autoctone. Operazione importantissima perchè queste terre non essendo state registrate presso i notai sono sempre a rischio che qualcuno ne rivendichi la proprietà. L'introduzione di piccole coltivazioni compatibili con la conservazione della foresta vicino ai villaggi.
Per questa lotta per i diritti e la sicurezza degli indios e dei senza terra è stato considerato "scomodo" e quindi da rimuovere con ogni mezzo da parte dei grandi proprietari terrieri, più volte è entrato nelle liste nere.
L'ultima battaglia la sta combattendo in questi giorni contro l'uso indiscriminato di prodotti chimici dannosi per l'ambiente e la salute delle popolazioni brasiliane in particolare della Terra do Meio che sono stati usati sia per la deforestazione che per le coltivazioni di soia ogm. Il sospetto è che sia stato utilizzato il famigerato "agente arancio" (ora fuori legge) che fu utilizzato dagli americani come defoliante nel Vietnam e ritenuta una delle sostanze chimiche più dannose per la salute umana.
Il premio ad Angelo Pansa è il premio a chi sta in prima linea tutti i giorni a difesa dei più deboli e dell'ambiente.
Lottare quotidianamente per i diritti degli indios significa lottare per il diritto ala vita ed alla dignità di ogni essere umano e insieme lottare per salvaguardare la foresta amazzonica una delle ricchezze ambientali più importanti del mondo per l'enorme biodiversità che contiene. E questo padre Angelo Pansa l'ha fatto e continua a farlo mettendo continuamente a rischio la propria vita”.