Dominique Lapierre

vincitore della XXXIX edizione del Premio Scanno per la Letteratura

Dominique Lapierre nato in Francia nel 1931, a 17 anni lascia Parigi con soli 30$, lavora in una nave, sbarca negli Stati Uniti e viaggia per 30.000 mila miglia lungo il continente Americano.

Da questa avventura nasce il suo primo best seller, “Un Dollaro, Mille Chilometri”. Nel 1954 durante il servizio militare incontra un soldato americano, di nome Larry Collins. Nasce una profonda amicizia e un’intensa collaborazione che ha portato alla pubblicazione di alcuni libri memorabili del ‘900 come “Parigi brucia?”, “Alle 5 della sera”, “Gerusalemme Gerusalemme”, “Stanotte la libertà” e “Il quinto cavaliere”.

È stato corrispondente del Paris Match per quattordici anni. Ha scritto libri da solo altrettanto celebri: “Freely on the Soviet Roads”, “Chessman Told me”. Nel 1982 fonda l’associazione No-Profit a favore dei bambini di Calcutta colpiti dalla lebbra, “City of Joy”, da cui nasce il nome di uno dei suoi più famosi romanzi, “La città della Gioia”, diventando poi un film.

Il libro ha venduto oltre otto milioni di copie, parte dei guadagni sono stati donati all’associazione x costruire barconi ospedale in aiuto dei malati. A Calcutta Lapierre stringe una forte collaborazione con Madre Teresa, che gli concesse l’esclusiva per un film sulla sua vita e sul lavoro delle sue sorelle, Le Missionarie della Carità.

Nel 1991 pubblica “Più grandi dell’amore” e nel 1997 “Mille soli”, una cronaca dei personaggi e degli eventi che hanno plasmato la vita dell’autore filantropo. Il romanzo “Mezzanotte e cinque a Bhopal” è un vero reportage di una tragedia annunciata. Ha vinto il Premio Humanitas Prize per gli alti valori morali comunicati. Con il romanzo “India mon amour” (Il Saggiatore 2011) vince invece il Premio Scanno 2011.


MENZIONE:

“Il premio Scanno 2011 per la letteratura assegnato a Dominique Lapierre per il libro “India mon amour” è un atto dovuto ad uno degli scrittori più noti ed affermati in tutto il mondo, con gli oltre 10 milioni di libri venduti. Lapierre scrittore, ma anche giornalista, etnologo, antropologo, filantropo, osservatore quanto mai partecipe di tutti i drammi  collettivi e privati che hanno angosciato (ed angosciano)  la nostra epoca e, in particolare, osservatore  di un Paese al quale è visceralmente legato.

Quello che Lapierre  narra in questo libro è  un’appassionata storia d’amore, non tra due persone, ma tra l’autore ed un Paese affascinante e controverso come l’India. Descrivendo, nel contempo, la vitalità ed il fascino di un’umanità segnata dalle privazioni e dalla miseria, ma mai derelitta. Un vero inno alla vita e alla speranza. Da “La città della gioia” a “Stanotte  la libertà”,  a  “Mille soli”, a “Mezzanotte e cinque a Bhopal”, a “Gli angeli del male”, alcune  delle sue opere più famose, Lapierre  ha costruito il ritratto ora vitale, ora amaro e dolente  di un Paese, l’India, entrato nel suo cuore.

“India mon amour” rappresenta  dunque in modo esemplare il compendio umano, letterario, spirituale di questo  rapporto di Lapierre con un “continente” dalle mille contraddizioni, l’India dell’informatica, l’India sul punto di diventare  una potenza mondiale, ma anche l’India dove ancora 60 milioni di bambini non hanno scuola e 200 milioni di abitanti non hanno l’acqua.

Ecco, il valore letterario (e non letterario soltanto) è tutto in queste pagine, in questa testimonianza che è, soprattutto, una testimonianza d’amore”.