Fiorella Giacalone

(vincitore della XLI edizione del Premio Scanno per Antropologia Culturale e Tradizioni Popolari)

Fiorella Giacalone è prof. Associato di Antropologia socio-culturale presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Perugia. Nata a L'Aquila, insegna a Perugia dal 1997, ed stata ricercatrice presso l'Università del Molise dal 1992 al 1997. Ha insegnato nelle università di Florianopolis (Brasile), Marrakech (Marocco), Ecole Pratiche-Parigi (Francia), Valladolid (Spagna) come visiting professor. Ha partecipato a convegni internazionali a Parigi, Nantes, Belgrado, Montpellier, Dubrovnik, Marrakech.

 

Si interessa di antropologia religiosa, in particolare del cattolicesimo e dell'islam, e in particolare dell'identità femminile nelle religioni monoteiste. Ha svolto ricerche in alcuni santuari terapeutici dell'Umbria e del Lazio e in particolare del culto di s.Rita a Cascia. Si occupa di fenomeni migratori, svolgendo ricerche sulle donne marocchine in Umbria, sui percorsi di maternità delle donne straniere di religione islamica, e ha svolto una ricerca in Marocco sulla medicina tradizionale.

Tra le sue pubblicazioni: Il corpo e la roccia. Storia e simboli nel culto di S.Rita ; Marocchini tra due culture; Un quartiere multiculturale, Bismillah. Saperi e pratiche del corpo nella tradizione marocchina ; Les savoirs du corps entre islam et services, Migranti involontari , Il parto tra medicalizzazione e nuove soggettività ; Impronte divine. Il corpo femminile tra maternità e santità.

Il testo affronta il complesso rapporto tra il divino e il femminile all'interno della religione cattolica, a partire dalla figura di Maria di Nazareth, partendo da un approccio antropologico e non teologico. La lettura di Maria che viene proposta nel testo ripercorre il suo percorso umano e corporeo attraverso il vangelo di Luca e i vangeli apocrifi (Pseudo Matteo e il Libro di Giacomo in particolare) che si sono occupati di trattare il tema della famiglia di Maria. Ne emerge un quadro complesso di rapporti al femminile all'interno della genealogia di Gesù (attraverso Maria e Anna) che getta nuova luce sull'importanza di Maria nella vicenda umana di Gesù e di un divino femminile poco esplorato.

Per capire l'eccezionalità di Maria nella sua vicenda di maternità, il testo affronta le considerazioni filosofiche medioevali sulla donna, le conoscenze ginecologiche fino al rinascimento, per valutare la scarsa considerazione del corpo femminile nel processo di filiazione e di crescita del feto nel grembo, a partire dalla filosofia aristotelica fino a s. Tommaso. Per questo il testo prende in esame alcune vite di sante, sia madri che vergini, per cogliere i condizionamenti culturali e medici che hanno pesato lungamente sulla considerazione del corpo femminile, in relazione alla maternità,( considerato il lato oscuro e concavo dell'apparato maschile) fino alle scoperte mediche del novecento. La relazione che le sante medioevali hanno con il Crocifisso e con il sangue di Gesù (ferite, stigmate, lustrazioni) indica il bisogno di purificare un corpo femminile considerato impuro per il mestruo, di cancellare il corpo attraverso l'anoressia. Rimane aperta la questione della condivisione della divinità nel monoteismo, affrontata da una teologia al femminile che rivendica il superamento di una visione androcentrica della Bibbia e dell'eredità cristiana, in particolare oggi con la presenza di un papa particolarmente attento anche alle questioni di genere.

Menzione:

La Giuria di Antropologia Culturale e Tradizioni Popolari ha esaminato l'opera di Fiorella Giacalone sulla quale già si era appuntata l'attenzione positiva in occasione dell'edizione del Premio dello scorso anno, poi rinviato per ragioni tecnico-organizzative all'edizione di quest'anno. Nella discussione ciò che viene posto in risalto è come l'autrice costruisca criticamente una lettura femminile che mostra come il corpo della donna oscilli, nel tempo, tra maternità e santità, e tale lettura la faccia attraverso un attento sguardo rivolto a Maria e a come ella sia stata così spesso negata, anche e soprattutto da quella Chiesa fondata da suo figlio Gesù. Nella prospettiva qui delineata, l'autrice utilizza, in maniera suggestiva, il Vangelo apocrifo di Giacomo, che fornisce una serie di particolari sull'Annunciazione che ispireranno i grandi artisti del Rinascimento, a partire dal Beato Angelico.

Colpisce positivamente la Giuria l'attenzione che Fiorella Giacalone rivolge alla teologia della liberazione diffusa in America Latina e alla cultura araba, sempre più posta in risalto oggi dagli imponenti flussi migratori, chiara testimonianza di come un'opera possa essere contemporaneamente rigorosissima sul piano scientifico ed efficace strumento politico per un incontro interculturale e i conseguenti processi di mediazione culturale. Per tale complesso di ragioni la Giuria, all'unanimità, assegna il XLI Premio Scanno Antropologia Culturale e Tradizioni popolari a Fiorella Giacalone per l'opera "Impronte divine. Il corpo femminile tra maternità e santità" edito da Carocci, Roma.