Ivonne Cernò

(Premio Speciale per la Fotografia - XLII edizione del Premio Scanno)

Yvonne Cernò nasce nel 1953 e vive a Bari. Sin da piccola ha amato la fotografia e ha fotografato volti e persone con una continuità ed un entusiasmo unici.

Per lei la luce, l’espressione e l’inquadratura sono gli elementi più importanti della fotografia ed il vivere l’attimo dello scatto con emozione consente di trasmettere vita, e vita oltre il tempo, all’immagine.

Negli anni settanta questa “meravigliosa passione” – come lei stessa ama definirla – l’ha portata a Roma, presso la scuola di danza “Valeria Lombardi”, dove ha fotografato i ballerini della scuola: scatti che, reminiscenti delle atmosfere dei dipinti di Degas, come quelli ritraggono volti e pose di giovani artisti.

Dal 1980 al 1993, ha lavorato come fotografa ritrattista, anche su commissione, dei suoi soggetti preferiti: le donne e i bambini.

Nel corso degli anni l’amore per l’arte fotografica non è mai svanito nonostante il grande impegno familiare, essendo madre di quattro figli: Lorenzo, Vincenzo, Francesco, e Sasha.

La tragica morte di suo figlio Vincenzo, avvenuta nel 2002, la ha allontanata da questa sua passione per diversi anni.

Nel 2010 si è ‘convertita’ al digitale con grande diffidenza e poca fiducia nei risultati, ma, nonostante le sue dichiarate perplessità, ha avviato una nuova produzione artistica recuperando tutto il suo entusiasmo. Durante questo nuovo cammino fotografico – nuovo per mezzi e per spirito! – Yvonne è diventata anche una ‘fotografa di strada’ riprendendo scene di vita quotidiana, mettendo da parte quella sua timidezza latente che, per anni, le aveva impedito di immortalare scene che le erano, però, rimaste impresse nella mente.

Nella sua prima mostra itinerante ‘AMABILI CLICK’, nel 2012, ha voluto mettere insieme i lavori recenti e quelli del passato che meglio rappresentano la sua sensibilità. Occhi giovani e meno giovani, tristi o gioiosi ma sempre espressivi che resteranno in vita, per sempre, nei ricordi e sulla carta patinata, grazie ad un semplice click.

La mostra, come le altre che l’hanno seguita, ha riscosso un grande successo, suscitando grandi “emozioni”:

“Con un click posso immortalare lo sguardo, il sorriso e l’emozione di un attimo

Per questo ho visto sorridere e piangere di commozione

Ho condiviso con molti, vorrei condividere con tutti”

Yvonne Cernò

Menzione

Yvonne Cernò porta alla luce – e al nostro sguardo - la capacità dell'obiettivo di interpretare il mondo, e non solo di descriverlo, regalandoci nelle immagini del suo libro “Amabili Click” –, il “mondo che lei vorrebbe”, quel mondo che lei vuole e sa ri-scrivere, più che de-scrivere, con le sue stupende istantanee.

Diceva Honorè Daumier, pittore, litografo e caricaturista francese vissuto nel XIX secolo, che la “fotografia imita tutto e non esprime nulla; essa è cieca nel mondo dello spirito”. Ed esattamente questo farebbe, la fotografia: descriverebbe il mondo, perfettamente ma freddamente, secondo una stesura quasi “notarile” dell’immagine, se dietro l’obiettivo non vi fosse un occhio emozionato che di quel mondo sa catturare, strappandoli al passare del tempo e al trascolorare della luce, non un catalogo di oggetti e persone ma attimi vibranti di vita vissuta, conservandoli vivi e immortali.

Se la fotografia restituisce una trascrizione della realtà, Yvonne è colei che anima queste trascrizioni, realizzando quel connubio di segno e spirito che connota da sempre l’arte. Alcuni dei suoi ritratti travalicano la tecnica fotografica e richiamano addirittura la tecnica pittorica degli impressionisti.

In tal modo Yvonne inverte il paradigma di quell’arte pittorica che in molti casi si è servita della fotografia per dare vita alle proprie immagini. Così è stato ad esempio per Manet il cui ritratto di Charles Baudelaire all’acquaforte del 1865 ha riprodotto sulla tela una fotografia del poeta francese.